Walk and Words

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“Che cosa raccontano le parole e le frasi e le linee? Ci dicono del mondo materiale e delle idee immateriali. Parlano delle cose e degli oggetti; soprattutto degli oggetti, quelle cose solide che ti vengono gettate davanti (dal latino ob-jectum) che ti impicciano e che ti ingombrano e con le quali devi fare i conti. Le parole di Marina Gasparini stanno sugli oggetti, intorno agli oggetti, e raccontano progetti gettati avanti nel futuro”. (Francesca Rigotti in Parole, oggetti, fili: una lettura filosofica del lavoro artistico di Marina Gasparini)

Nata dalla combinazione di attività artistica e letteratura, la serie Quando e la serie Cura, realizzate nel 2009 in occasione di una personale presso la Galleria Corraini a Mantova e ora riesposte nella loro interezza negli spazi del CorrainiMAMbo artbookshop, raggruppano panorami domestici in tessuto di piccole dimensioni. Le frasi e i discorsi, che nella realtà si dissolvono immateriali nello stesso momento e luogo in cui nascono, sono ora “cuciti addosso” agli oggetti che li circondano, attraverso il ricamo che diventa traccia tangibile della frammentazione del pensiero, mentre le immagini catturate durante il girovagare domestico o nei parchi diventano la pagina e il territorio su cui tracciare progetti installativi che saranno realizzati in seguito in Italia e all’estero.

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From Japan

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The Riso Rosa Blessing

Tempo, Acqua, Riso: questi i tre elementi da cui nasce Riso Rosa Blessing, la performance di Marina Gasparini, eseguita in Giappone presso il santuario Kamado Jinja nella città di Omachi nel Novembre 2016.
Una performance evocativa, che quasi ricalca il rito, nata per celebrare la Primavera ormai giunta che con sè porta i ciliegi in fiore, il cui rosa qui ci appare sulle delicate carte kami.
Assistiamo così ad un rituale iniziatico sospeso tra realtà e sogno.
I danzatori, dodici come i mesi dell’anno, compiono a brevi passi la Danza del Tempo, ispirata ad un’incisione del XVI secolo dell’Hypnerotomachia di F. Colonna e qui raffigurata in una delle installazioni di corda intrecciata che delinea figure umane bifronti disposte nel cerchio rituale.
I ballerini indossano la maschera del carattere femminile del teatro Noh, Otafuku, conosciuta anche come dea dell’ilarità, dea dal volto sempre atteggiato a un lieve sorriso.
La parola riso, in questa sponda tra Oriente e Occidente, viene esplorata ed espressa visivamente muovendo dalle sue differenti etimologie latine: rìsus, participio passato del verbo ridere, e oryza, la pianta annuale, nutrimento antico di intere popolazioni e frutto di un paziente lavoro che ha inizio nelle terre allagate e che si conclude colmando ciotole, donando vita.
L’artista veste le sembianze di Inari, il Dio uno e trino, che nelle sue forme di fanciulla, vecchio e volpe, attraversa le piantagioni di riso proteggendone da tempo immemore il raccolto; il suo arrivo anima i danzatori che come molecole d’acqua gli danzano attorno con fluidi movimenti.
La divinità ha vicino a sè il disegno tessile del camino ilori, simbolo del focolare domestico, di ospitalità ed accoglienza, centro energetico della casa tradizionale giapponese, luogo di convivio e di memorie.
Riso Rosa Blessing celebra il ciclo della Natura con una danza alchemica che conduce alla trasformazione
dell’energia, al mutare della materia, alla promessa della vita di rifiorire a fine Inverno con una nuova Primavera.

Tatiana Basso

Sounds that grow the rice

poster omachi

 

Sounds that grow the rice is the final event of the residence program AIR in Omachi city Japan. http://shinano-omachi.jp/asahi-air/en/air2016/

More detailed informations on the residency and the exhibition to this link:

http://shinano-omachi.jp/asahi-air/1351/

To these links more details oh Marina Gasparini’s personal exhibition and performance:

EXHIBITION Fox and the jewels

https://marina-gasparini.blog/

PERFORMANCE  TheRisoRosa Blessing

https://www.behance.net/gallery/44900855/The-RisoRosa-Blessing

Link

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15th International Triennial of Tapestry, Łódź 2016

The exhibition is open from May 9th, 2016 (1 pm) until October 30th, 2016 at the Central Museum of Textiles, in Łódź.

The Łódź International Triennial  of Tapestry is the oldest, biggest in the world and most prestigious exhibition promoting contemporary fiber art. The first edition of the ITT was held in 1972.

The 15th International Triennial of Tapestry is a presentation of the latest developments in the field of artistic textiles all over the world. The exhibition will present a wide spectrum of works, starting from traditional wall-mounted tapestries, through sculptural three-dimensional forms, to woven installations. This edition is dominated by embroidery techniques, used in different varieties, in textiles that have various formats, often joined with other weaving techniques.  

The Triennial is an exhibition and a competition that takes place every three years. Apart from artistic criteria, all of the works submitted for the competition had to meet one main technical criterion – be made of raw textile materials, or use the interlacing technique.

Participants were selected by national consultants from the individual countries involved, and by the Program Committee of the 15th International Triennial of Tapestry, which also nominated the participants from Poland.

This year’s edition includes 135 artists from 46 countries: Argentina, Australia, Austria, Belgium, Bulgaria, Chile, China, Croatia, Cyprus, Czech Republic, Denmark, Estonia, Finland, France, Greece, Spain, Ireland, Iceland, Israel, Japan, Canada, Columbia, Costa Rica, Lithuania, Latvia, Mexico, Moldova, the Netherlands, Germany, Norway, Poland, Portugal, Russia, Romania, Serbia, Slovakia, Slovenia, Sweden, Switzerland, Taiwan, Turkey, Ukraine, the USA, Hungary, Great Britain and Italy.

The international jury consists of world-famous experts and artists engaged in fiber art: Thomas Cronenberg (Germany) – artist, art critic; Yuko Ikeda (Japan) – Senior Curator in the National Museum of Modern Art in Kyoto; Bruce W. Pepich (USA) – Executive Director and Curator of Collections Racine Art Museum in Racine (Wisconsin), Renata Rozsívalová (Czech Republic) – artist, Bronze Medal winner at 3rd and 14th International Triennial of Tapestry in Łódź, Magdalena Soboń (Poland) – Grand Prix winner – Gold Medal at the 14th International Triennial of Tapestry in Łódź; Małgorzata Wróblewska Markiewicz (Poland), head of the Textile Art Department in the Central Museum of Textiles in Łódź.

 

The exhibition is co-financed by the Ministry of Culture and National Heritage, The City of Lodz Office and Friends Of Fiber Art International.

http://www.muzeumwlokiennictwa.pl/czasowe/1/568,15-miedzynarodowe-triennale-tkaniny-lodz-2016.html

 

Biennale del Disegno di Rimini

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Danzatori del Tempo  (Dancers of the Time)  textile drawing , 2016   180x 278 cm     Cantiere Disegno,  Ala nuova del Museo della Città di Rimini 

 

 

…e le parole messe una dopo l’altra danno luogo alla linea (da linum, il filo o la cordicella di lino). La linea e la parola insieme producono il testo, dal latino textum, con quella “x” messa lì bene in mezzo a sottolineare l’intreccio di frasi. Che cosa raccontano le parole e le frasi e le linee? Ci dicono del mondo materiale e delle idee immateriali. Parlano delle cose e degli oggetti; soprattutto degli oggetti, quelle cose solide che ti vengono gettate davanti (dal latino ob-jectum) e che ti impicciano e che ti ingombrano e con le quali devi fare i conti.

 

words placed one after the other give rise to the line (from linum, the linen thread or yarn). The line and the word together produce text, from the Latin textum, with that ‘x’ sitting squarely in the middle to underline the intertwining of sentences. Just what do words and sentences and lines tell us? They tell us of the material world and of im- material ideas. They speak to us of things and objects – particularly objects, those solid things that are thrown in front of you (from the Latin ob-jectum) and which get in your way and clutter you up and which you have to come to terms with. 

Francesca Rigotti

in Parole, oggetti, fili: una lettura filosofica del lavoro di Marina Gasparini

Words, objects, threads: a phiLosophicaL reading of marina gasparini’s artwork

 

http://www.biennaledisegnorimini.it/

 

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Atlas X, 2014. Detail of the installation. Cotton and brass thread.50×70 cm each piece. Profili del Mondo  FAR Fabbrica delle Art

 

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I Vangeli del faggio 2016 . Series of 12 textile collages. Cotton and other fabrics about40x60 cm each piece.

Cantiere Disegno Museum of the City

Courtesy Emilio Mazzoli, Modena.

click here for the whole series

Marina Gasparini. Serena Piccinini. Silvia Urbini TEATRO DEI PRODIGI

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Museo di Palazzo Poggi | via Zamboni 33 29 gennaio – 13 marzo 2016 Inaugurazione venerdì 29 gennaio h 18.00

 

Mostra promossa da: Istituzione Bologna Musei e Sistema Museale di Ateneo – Università di Bologna

Il TEATRO DEI PRODIGI è un progetto corale realizzato a tre voci, quelle di Marina Gasparini, Serena Piccinini e Silvia Urbini, che si propone di animare gli oggetti del Museo di Palazzo Poggi rendendoli protagonisti di nuove storie. Opere, testi, e video delle artiste si insinuano nella trama dei simulacri che abitano da sempre il luogo potenziando la loro immagine, moltiplicando la loro identità, facendo da cassa di risonanza a emozioni dimenticate, antiche, perturbanti.
Nella Sala del Museo di Ulisse Aldrovandi le piante incise sulle matrici xilografiche della collezione del grande studioso naturalista si risvegliano e si trasfigurano nei fiori ricamati da Marina Gasparini per l’installazione Atlas x costituita da 46 elementi filati in cotone. Come in un giardino sospeso, piante di numerose varietà pendono dalla volta della Sala restituite nel loro aspetto come appaiono miniate nei codici erbari del medioevo e del rinascimento, oppure ricavate dal cinquecentesco hortus siccus, l’erbario di piante essiccate, di Aldrovandi. Da ogni specie si estrae un pigmento, e di questo colore si tinge il corrispettivo disegno tessile, a simboleggiare in maniera quasi araldica il frutto delle proprie fibre.
L’intervento di Serena Piccinini mette a confronto la storia delle idee e la storia delle scienze e si compone di due parti. La prima è una grande installazione ambientale e modulare realizzata nella Sala di Davide che si affianca alla collezione di coralli raccolti da Luigi Ferdinando Marsili: Madrepora (Con)Dominio è composta da sottili strisce di carta bianca e dorata arrotolata a mano e assemblata insieme per creare le cavità proprie delle scogliere madreporiche. La seconda parte del progetto è un esercizio di entomologia fantastica dal titolo Il giardino della vita immobile, una collezione di piccolissimi insetti, piante, e fiori unici realizzate con carte colorate pregiate che danno vita a un giardino introvabile nella Sala di Mosè del Museum diluvianum dell’Istituto delle Scienze.
Come un sottofondo unificante, nella Sala di Susanna Silvia Urbini costruisce delle “favole vere” con un montaggio video di immagini e parole che racconta, mischiando le carte della storia, dell’arte e del romanzo, le molte possibili vite degli oggetti di un Museo delle scienze. All’interno di un visionario armadio-wunderkammer, l’opera Teatro delle Cere mette in scena un viaggio immaginifico dell’eterno femminino dai gabinetti anatomici agli atelier degli artisti.

 

Orari di apertura ART CITY Bologna: venerdì 29 gennaio h 10.00 – 20.00 sabato 30 gennaio h 10.30 – 24.00 domenica 31 gennaio h 10.30 – 20.00

 

Orari di apertura ordinari:
martedì – venerdì h 10.00 – 16.00 sabato, domenica e festivi h 10.30 – 17.30

 

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http://www.sma.unibo.it/agenda/marina-gasparini-serena-piccinini-silvia-urbini-teatro-dei-prodigi

http://www.museopalazzopoggi.unibo.it/89/44/dettaglio_news/239.html

http://zero.eu/bologna/eventi/28445-teatro-dei-prodigi/

https://issuu.com/edizionilafreccia/docs/la_freccia_arte_-_gennaio_2016

 

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