Archivio mensile:novembre 2011

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Elegia

 

 

 

 

Madam Art’s fashionable peins, 2111.

Stampa su tessuto, ricamo, pilettes. cm 30×40-

Fabric collage. Print on cotton, linen, embrodery, paillettes. Cm 40×30.

1)

Questo che le consiglio, Madame, è un nuovo dolore che non vuole più pagare l’amore con la moneta del dolore

 

2)I can’t stay, I can’t go, but the better care and the worst pein is not wish to.

3)

“Cette douleur Madame vous permettra de dèpasser vos limites sans perdre la faveur de Dieu “

Fabric collage. Print on cotton, linen, embrodery, paillettes. Cm 40×30.

Fabric collage. Print on cotton, linen, embrodery, paillettes. Cm 40×30.

Elegia

 

 

L’evento, in programma sabato 8 ottobre 2011, vedrà i musei AMACI e oltre 1000 realtà dell’arte contemporanea in Italia aprire gratuitamente al pubblico i loro spazi, per un’iniziativa unica nello

scenario internazionale.

 Il filo nero con cui sono disegnati i mobili sul muro è come una scrittura interiore che descrive i fantasmi che ci abitano, o i pensieri. Così come i sogni stralunati, le architetture impossibili, le parole ricamate che emergono sulle piccole tele, ci conducono all’idea di un’abitazione come luogo in cui convivono gesti quotidiani ed emozioni, ricordi e ossessioni, misura e squilibrio. Perché come dice l’artista: “abitare uno spazio è istituire una serie di processi creativi che la conoscenza istituzionale non ha ancora indagato, e che, come l’arte, non sono una semplice attività culturale, ma richiedono una radicale e quotidiana riforma del sapere “)…Maura Pozzati

Presso la galleria Maria Cilena, Marina Gasparini esporrà una grande installazione legata al tema dell’abitare, della casa. Tema ricorrente nel lavoro dell’artista, spesso coniugato alle procedure e al materiale  di cui sono fatti gli abiti: il filo. Gli elementi di arredo sono mobili e poltrone che  appaiono in una sorta di metafisico galleggiamento, come in un sogno senza inizio e senza fine.

Elegia, secondo Deleuze, è una forma poetica che nasce dalla perdita di uno status. I mobili in stile rocaille, tipici delle corti europee nel periodo immediatamente antecedente alla rivoluzione francese, raffigurano l’essenza di uno status, poco prima di un irreversibile cambiamento. Nel disegno di filo nero di cotone, si snoda  sulle pareti della galleria il racconto spaziale di questi simulacri d’arredamento. Di fatto non si avverte alcun pathos,  anche se i motivi floreali, contrassegno rococò di uno stile basato sull’interscambiabilità di natura e artificio, sembrano  definitivamente smagliarsi per cadere a terra in un afflato vagamente funebre.

 

Dall’ 8 ottobre 2011  al 17 gennaio 2012

Inaugurazione 8 ottobre dalle ore 18 alle 21

guarda il video 

GALLERIA  MARIA  CILENA

Studio per l’arte contemporanea

via Carlo Farini  6  Milano 2015

 

www.mariacilena.it info@mariacilena.it

 aperta: da martedì a venerdì dalle 15,30 alle 19,30

 

 

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Galleria D406

video mostra

 

finissage

 

 

 

14 maggio/15 giugno 2011

Inaugurazione sabato 14 maggio ore 18.30

D406 galleria d’arte contemporanea

via Cardinal Morone 31/33 Modena

 

La mostra dal titolo “Spaesaggio”, presenta un’installazione di grandi dimensioni legata ad un tema ricorrente nel lavoro dell’artista: quello dell’abitare, tema spesso coniugato ai materiali e alle procedure  di cui sono fatti gli abiti. Una riflessione sullo status e sull’identità qui affrontata in termini di elegia (la forma poetica che secondo Deleuze nasce sempre dalla perdita di uno status).

Ogni giorno migliaia di persone -in seguito a micro e macro conflitti- perdono la loro condizione sociale per passare a una nuova, e spesso più tormentata , esistenza.

I mobili in stile rocaille, tipici delle corti europee nel periodo immediatamente antecedente la rivoluzione francese, raffigurano l’essenza di uno stile di vita poco prima di un irreversibile cambiamento. Nel disegno di filo nero di cotone, si snoda sulle pareti della galleria il racconto di questi simulacri di arredamento.

Di fatto, però, non si avverte grande pathos, perché gli oggetti rappresentati sembrano provenire dagli archetipi dell’illustrazione piuttosto che da una presa diretta sulla realtà.

Una serie di stampe fotografiche e di collages su tessuto, suggerisce il concetto di “spaesaggio” con set improvvisati utilizzando il mobilio di stanze di alberghi tunisini, nell’evocazione dei “Mobili nella valle” e dei “Mobili nella stanza”di De Chirico. “Spaesaggista” infatti, fu il neologismo coniato per lui da Jean Cocteau.

Riferita invece all’abitazione, come luogo in cui si dipana la geografia delle emozioni e delle ossessioni quotidiane, la serie dei piccoli ricami datata 2007 e intitolata “Non posso più esserci per te”.

 

To ‘live in’, in its broader meaning, implies a separation between the
space and the surrounding territory. This installation relates the space
with procedures and materials commonly associated with the sartorial
craft, using the ‘thread’ as a metaphorical media.
‘Spaesaggio’ – the title – refers to Jean Cocteau’s neologism
‘spaesaggista’ he addressed to Giorgio De Chirico’ painting in Mobili
nella valle & Mobili nella stanza.
The black cotton thread furniture shams laying on the wall avoid a pre-
defined spatial relationship to float metaphysically.
Pieces of ‘rocaille’ style furniture were common presence in European
courts right before the French Revolution. Due to their peculiar feature
based on the interchangeability of ‘in(side)’ with ‘out(side)’ – natural &
artifactual. They epitomize a status before an irreversible loss of
identity.   The fabricated net seems to substitute the concept of ‘territory’ with
the more elusive one of ‘space’.
Therefore resettling – on a ‘territory’ – may mean to start a series of
new creative practices and processes. Albeit they have not been
absorbed yet by the institutionalized aspects of knowledge, they – just
like art – call on a radical everyday reform of the idea of knowledge