Archivio mensile:ottobre 2012

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Siamo tutti greci

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SIAMO TUTTI GRECI: 112 artisti italiani al Museo Benaki

 

La frase Siamo tutti greci si è sentita quasi un anno fa in varie lingue per tutta l’Europa.

Non è casuale il fatto che nella nostra vicina Italia lo slogan Siamo tutti greci ha risuonato più forte e convincente; come un appello simbolico alle radici culturali degli europei e del mondo occidentale in genere.

Non ci dobbiamo scordare che la Grecia e l’Italia sono i due paesi mediterranei che hanno determinato la struttura essenziale dell’Europa –filosofica, politica, artistica –e sono indissolubilmente legate alla memoria storica degli abitanti di tutto il continente.

Il movimento cittadino Siamo tutti greci è nato come dimostrazione di solidarietà ai greci di oggi e come protesta contro l’atteggiamento ufficiale dei potenti dell’Europa verso la Grecia.

La gente si è accorta che, da anni ormai, le economie potenti con la loro politica superficiale hanno creato le condizioni per una crisi finanziaria che tra l’altro conduce i popoli del Mediterraneo alla subordinazione.

Le manifestazioni dei cittadini hanno attivato anche il mondo dell’arte.

Vari artisti hanno trovato un modo per dimostrare la loro sensibilità e prendere posizione di fronte al problema.

La comunità italiana delle arti figurative, dopo una proposta dell’artista Renzogallo, della direttrice dell’Arco di Rab Project –  associazione culturale Dea Bedin e di Alice Rubbini, storica dell’arte, ha adottato con calore l’idea della donazione di una piccola opera d’arte da parte di ogni artista nei confronti della Grecia quale gesto simbolico di solidarietà, assistenza e riconoscimento dei comuni legami storico-culturali.

Dovremmo sottolineare che il numero delle partecipazioni (che hanno superato il centinaio) è stato limitato per motivi organizzativi.La proposta fatta all’Istituto d’Arte Greca Contemporanea di organizzare ad Atene una mostra delle opere d’arte in tal modo donate è stata accettata con tanto entusiasmo e commozione da tutti noi.

Il Museo Benaki si è assunto l’impegno di ospitare la mostra e di integrare le opere nelle sue collezioni.

Fanno parte della mostra artisti maturi e giovani di tutta Italia.

Alcuni di loro hanno scelto una loro opera d’arte già completa, che rispecchia il titolo simbolico Siamo tutti greci, mentre altri hanno preferito creare un’opera nuova, espressione dell’attualità contemporanea.

Speriamo che la comunione con la famiglia artistica italiana sia un’esperienza positiva e ricca per il pubblico greco.

Dobbiamo ringraziare con tutto il cuore gli artisti per la loro offerta generosa e gli organizzatori italiani per il loro appoggio morale e il loro affetto.

 

Giulia Dimakopoulou
Direttrice iset

 

 

Siamo tutti greci! Mai è stato coniato uno slogan più esatto di questo. Una parola d’ordine che, nel momento del pericolo di una possibile uscita dall’Europa della Grecia, è circolato in ogni manifestazione a favore di questo Paese fratello a cui si deve molto di tutta la civiltà occidentale.

Dalla Grecia abbiamo appreso la democrazia, la filosofia, l’arte, la letteratura, il teatro……

Qui sono le nostre origini, qui le basi da cui siamo partiti per fondare le nostre civiltà uscendo dalla barbarie. E è da qui che Roma ha preso quei valori culturali che poi sono stati diffusi in tutto il mondo. Questo patrimonio è nel nostro DNA e non possiamo rinunciarvi.

Noi dobbiamo alla Grecia riconoscenza e questa è una moneta potente, capace di riempire quei vuoti creati dalla nuova barbarie di una finanza vorace e scollegata dalle necessità reali dei popoli, basata sul profitto di pochi a discapito delle nazioni inficiando il loro sviluppo. La cultura è nemica della corruzione e anela a una nuova politica seria basata sulla solidarietà e sulla condivisione di quei valori che portano allo sviluppo culturale e sociale.

L’Arte si assume questo ruolo di critica perché l’Arte è critica, perché l’Arte è politica e, per dirla con Shakespeare, “…se l’arte non è politica è solo decorazione..”

Noi artisti siamo quindi con voi amici greci perché anche noi SIAMO TUTTI GRECI.

 

Renzogallo                                                                                                                  

 

 
SIAMO TUTTI GRECI
 
La forza e la ricchezza dell’Arte e della Cultura possono colmare ogni vuoto
Un atto di solidarietà alla Grecia dagli artisti Italiani.
Il dono di una loro piccola opera come gesto di fratellanza e di sostegno a un Paese con cui si è profondamente legati tramite la storia e la cultura.
Un progetto culturale di Arco di Rab Project con sede in Roma a cura di Dea Bedin, Alice Rubbini e Renzogallo.
Una donazione di opere per costituire un piccolo patrimonio culturale che vuole, simbolicamente, riempire il vuoto creato dalle difficoltà che la Grecia, paese fratello, sta attraversando e che mette l’accento sulla necessità di essere uniti particolarmente in questo momento storico.
Il Museo Benaki ha accettato con gratitudine la donazione degli artisti Italiani e intende, con la collaborazione dell’Istituto d’Arte Greca Contemporanea, organizzare una grande mostra dal 25 Ottobre 2011
Le opere faranno parte della collezione del Museo Benaki
     

  

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WORKSHOP ARCHISCAPES

 

DESCRIPTION OF THE PROJECT

 

WORKSHOP IN II 10 10 2012 

The project started in my residence in Finland, last year. It is about the interaction between the individuals and the Art & Culture organizations: the contemporary Art and its role in the life of those people who neither do belong to, nor have got their ‘citizenship’ recognized inside the so-called ‘art-system’. How can these people cross the invisible threshold that marks the dividing line between those signs with an ‘artistic’ status and the merely ‘creative’ ones which are often labelled as amateurish?

 

The interface between these two spheres: the ‘extraordinary/artistic’ and the ‘mundane/everyday’ one, is represented by – quoting Lotman –  a ‘membrane’ that facilitates the exchange of experiences and roles. The project will unfold in a series of workshops to offer a chance for a proactive participation to the making of ‘Art’ to those people who usually look at it passively while visiting its sanctuaries (Museums and Art galleries).

 

The project workshops will be organized in two parts: the first will take place in both the institutional Art spaces and in the customary everyday life sceneries. The participants will be asked to draw with permanent felt pens on transparent surfaces, made of either wooden-framed glass or plastic, reproducing, urban landscapes and interiors of  buildings in their city they visited or lived in.

 

During the second part of the workshop the drawings will become the matrix on which locally crafted cords and threads will be laid following the tracks on the transparent surfaces. When they dry, after a special treatment, they will  give to the signs a tactile texture. The last part of the process will require a sort of  tailor’s approach to assemble the cords, removed from the matrixes, sewing them to fix the contours.

 

At the end of this process we will obtain some multi-dimensional drawings, which will be gathered  to form a larger installation. These panels or tapestry with their own formal identity will contribute to a common picture, a project connected by the inner essence of the material: the thread, which in its disentangling connects the life experiences of different individuals, marking the osmosis between everyday life and artistic practice. 

 

 

My artistic research which has been based on my private life so far, with this project  my work opens up to a broader collective dimension, somehow inspired by the recent social changing in your country. The thread and the fabric still represent to me the more meaningful metaphor for the human beings social networking. 

 

examples:

Se l’Arte ed il suo vettore nella sfera umana, l’artisticita’, il talento, sono fenomeni esclusivi, peculiarita’ attribuite a colui/lei che viene riconosciuto ‘artista’. le suggestioni, gli stimoli, l’ambiente, il tessuto sociale che li alimentano, sono patrimonio della comunita’ che circonda, in cui vive, l’ “artista”.

 

 Come tessere di un mosaico di esperienza umane, legate indissolubilmente all’ambiente, al tessuto sociale ed ai rapporti tra le persone – i cittadini – che ne sono gli attori, questo progetto ruota intorno al ruolo dell’arte contemporanea nella vita delle persone. Il ‘contemporaneo’ nell’ Arte offre un punto d’osservazione privilegiato rispetto alla realta’, al quotidiano, come uno stacco che consenta di cogliere degli aspetti di cio’ che stiamo vivendo che altrimenti andrebbero perduti. 

 

E’ a questo esercizio del potere democratico ed al suo potenziale creativo che si ispira il progetto che vorrei realizzare. Esso riguarda l’interazione tra gli individui e le organizzazioni artistiche e culturali; l’arte contemporanea  e il suo ruolo nella vita  delle persone che all’interno del cosiddetto  “sistema dell’arte” non hanno lo  status di addetti ai lavori o di piena “cittadinanza”. Come possono questi soggetti varcare l’invisibile soglia che divide la produzione dei segni artistici da quelli semplicemente “creativi” ma spesso relegati al campo ristretto delle attività quotidiane o “amatoriali”?

 

La distanza e l’appartenenza tra queste due sfere, nel mio progetto sono rappresentate da una superficie trasparente, una “membrana”, (come direbbe Lotman), attraverso la quale l’ambito artistico e quello quotidiano possono effettuare i loro scambi. Il progetto si articolera’ in  una serie laboratori – workshops –  che inviteranno a partecipare quelle persone che normalmente frequentano i luoghi consacrati all’arte come semplici osservatori. 

 

I ‘workshops’ saranno organizzati in due fasi, la prima delle quali si svolgerà sia all’interno di musei e gallerie sia all’esterno di esse, negli scenari quotidiani delle attività lavorative e private. I partecipanti saranno invitati ad utilizzare superfici di vetro (inserite su telai di legno) o plastiche trasparenti e pennarelli, per disegnare delle vedute dei luoghi naturali, delle architetture e degli interni, sia domestici che museali, della loro città.

 

Nella seconda fase del ‘workshop’, i disegni così ottenuti, diventeranno delle matrici  sulle quali saranno adagiati corde e filati, prodotti artigianali del luogo, che seguendo la traccia sul vetro, conferiranno ai segni una plasticita’ di disegni solidi ma che conservano l’essenza e la tattilità del filato  Per ottenere questo risultato i fili dovranno essere opportunamente trattati con speciali sostanze e lasciati seccare sulla matrice traslucida ed, in una fase più artigianale e sartoriale del lavoro, i fili stessi saranno stati separati dalla matrice e assemblati con ago e filo.

 

Si otterranno cosi’ dei disegni a piu’ dimensioni, degli oggetti plastici, che saranno connessi tra loro in una grande installazione. Pannelli o arazzi, con una propria identita’ formale che contribuiranno ad una immagine – progetto – comune letteralmente collegato dall’essenza stessa del materiale impiegato, il filo, che dipanandosi lega l’esperienza dei singoli individui, questo a  testimoniare il passaggio dalla pratica quotidiana a quella artistica, e viceversa.

 

Questo progetto rappresenta un ampliamento per la mia ricerca artistica. Fino ad oggi essa si e’ basata sul mio quotidiano e sul privato Il filo e il tessuto restano sempre, per me, la metafora più efficace della interazione tra individui, del ‘network’ sociale all’interno del consesso umano. 

WORKSHOP IN II 10 10 2012 

SLIDESHOW  WORKSHOP 04 10 2012

 OULUN TAIDEMUSEO WORKSHOP 9/12 OCTOBER 2012

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studio residence summer 2012 kulttuurikauppila.fi

 

 

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BACKSTAGE E STUDIO

 

 

 

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Works

 

 

 

 

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PINK BED IN THE FOREST   (slideshow)