Archivio mensile:dicembre 2014

MNAR/AAASI/R-PN/IGAI

MERCOLEDì 10 DICEMBRE 2014

Presentazione aperta al pubblico di

 

MNAR/AAASI/R-PN/IGAI/ di Marina Gasparini, (Edizioni Galleria Mazzoli Modena,2014).

http://www.mambo-bologna.org/eventi/evento-1558/ 

http://www.corraini.com/it/calendario/dettaglio/63/MNARAASIR-PNIGAI-di-Marina-

 

 

Intervengono: Marina Gasparini, Maura Pozzatii, Valerio Dehò.

con la collaborazione di corrainiMAMboartbookshop

 

Marina Gasparini, artista che vive a Bologna dove insegna Progettazione Grafica all’Accademia di Belle Arti, lavora con i materiali tessili dal 2001.

Il progetto editoriale, MNAR/AAASI/R-PN/IGAI/ con la collaborazione di Francesco Mazzoli, è un esperimento tipo-grafico che con la logica del “docuverse” di Ted Nelson, riunisce in sé , quasi senza soluzione di continuità, testi critici o poetici, semplici presentazioni su brochure o comunicati stampa, e parole e immagini contenute nelle diverse opere dell’artista, raccolti negli anni, suddivisi in cinque piccoli volumi di differenti formati e design grafici  con l’impiego  di  diverse tecniche di legatoria artigianale.

L’elemento unificatore è l’uso del testo,  dal filo e del tessuto. Come scrive la filosofa Francesca Rigotti nel catalogo della mostra  di Marina Gasparini, in corso  presso i Musei Civici di Modena,:

I fili  filati e articolati danno luogo, srotolandosi e arrotolandosi come serpi, alle parole; e le parole messe una dopo l’altra danno luogo alla linea (da linum, il filo o la cordicella di lino). La linea e la parola insieme producono il testo, dal latino textum con quella x messa lì bene in mezzo a sottolineare l’intreccio di frasi. Che cosa raccontano le parole, le frasi e le linee? Ci dicono del mondo materiale e delle idee immateriali. parlano delle cose e degli oggetti; soprattutto degli oggetti, quelle cose solide che ti vengono gettate davanti (dal latino ob-jectum) e che ti impicciano e che ti ingombrano e con le quali devi fare i conti.

 

Valerio Dehò, Insegna Estetica presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. E’ stato Direttore del progetto “Novecento” per il Comune di Reggio Emilia. Dal 2001 è direttore artistico di Kunst Merano Arte. Ha curato numerosi eventi espositivi e premi d’arte, scritto saggi per libri, riviste e cataloghi; è consulente di case editrici e direttore artistico della fiera “Step Milano”.

Maura Pozzati  è giornalista, critica d’arte e docente di Storia e metodologia della critica d’arte  all’Accademia di Brera. Ha pubblicato vari libri e saggi e curato mostre in spazi pubblici e privati in Italia e all’estero. E’ stata assessore alla Cultura della Provincia di Bologna ed è consigliere della Fondazione Del Monte di Bologna e Ravenna.

 

Si ringrazia  Elisa Palermo della casa editrice  Corraini.

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https://www.behance.net/Marinagasparini

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A HANGING GARDEN

Marco Pierini

Dall’arte / della lana e della seta/ Italia / ebbe ricchezza lustro /civiltà

From the art / of wool and silk/ Italy / gained wealth, lustre /and civilisation

The words of the epigraph are painted on a panel above one of the entrances to the room in the Museo Civico in Modena which, in 1886, Luigi Alberto Gandini had prepared and decorated in order to house his huge collection of textile fragments, which over the years he had compiled and then donated to the public. The same reminder worded by the enlightened collector, with his moderate yet sincere Risorgimento rhetoric, may be taken – patriotic fer- vour aside – as a viaticum for an interpretation of Marina Gasparini’s inter- vention, the title of which Il denaro è un bene comune (Money is a common good, of which each letter making up the sentence is embroidered, finding its own space – or almost camouflaging – amidst the ancient fabrics), made explicit right from the start through the close link between textile art and economics which would undoubtedly have met with the approval of Count Gandini. Such a domestic vision of the economy, claiming back its roots from the Greek oikos (home, but also family heritage) and restating its innate connection with work, manual labour, the transformation of materials, of matter and territory.

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Economics being essentially a system of relationships, interdependence, mutual exchange, conditions and actions that the thread has always symbo- lically summed up, as explained elsewhere in this publication by Francesca Rigotti.

The artist’s ethereal garden does not only reflect the scientific classification of the plants and their use in the field of craft and industry, but also im- mediately evokes the dominant presence of the vegetable kingdom in the iconography of textile art throughout the world and throughout the ages. A form of nature which, being humanised, ultimately cannot deny its be- coming landscape, a key element of our everyday lives, and a backdrop to many of the scenes on which we cast our gaze. This aspect is addressed more clearly by the great fabric book which completes the installation, the pages of which feature images along with quotes from renowned economists like Bernardo Davanzati and Stuart Mill. By way of example, we might pick out one by François Quesnay which is still highly relevant even though it dates back to 1768, and which today we should have the strength and intelligence to extend from the world of nature to that of art and our cultural heritage: The air we breathe, the water we draw from the river and all the other overa- bundant goods or riches common to all men are not saleable: hence they are common goods and not riches.