MNAR/AAASI/R-PN/IGAI

MERCOLEDì 10 DICEMBRE 2014

Presentazione aperta al pubblico di

 

MNAR/AAASI/R-PN/IGAI/ di Marina Gasparini, (Edizioni Galleria Mazzoli Modena,2014).

http://www.mambo-bologna.org/eventi/evento-1558/ 

http://www.corraini.com/it/calendario/dettaglio/63/MNARAASIR-PNIGAI-di-Marina-

 

 

Intervengono: Marina Gasparini, Maura Pozzatii, Valerio Dehò.

con la collaborazione di corrainiMAMboartbookshop

 

Marina Gasparini, artista che vive a Bologna dove insegna Progettazione Grafica all’Accademia di Belle Arti, lavora con i materiali tessili dal 2001.

Il progetto editoriale, MNAR/AAASI/R-PN/IGAI/ con la collaborazione di Francesco Mazzoli, è un esperimento tipo-grafico che con la logica del “docuverse” di Ted Nelson, riunisce in sé , quasi senza soluzione di continuità, testi critici o poetici, semplici presentazioni su brochure o comunicati stampa, e parole e immagini contenute nelle diverse opere dell’artista, raccolti negli anni, suddivisi in cinque piccoli volumi di differenti formati e design grafici  con l’impiego  di  diverse tecniche di legatoria artigianale.

L’elemento unificatore è l’uso del testo,  dal filo e del tessuto. Come scrive la filosofa Francesca Rigotti nel catalogo della mostra  di Marina Gasparini, in corso  presso i Musei Civici di Modena,:

I fili  filati e articolati danno luogo, srotolandosi e arrotolandosi come serpi, alle parole; e le parole messe una dopo l’altra danno luogo alla linea (da linum, il filo o la cordicella di lino). La linea e la parola insieme producono il testo, dal latino textum con quella x messa lì bene in mezzo a sottolineare l’intreccio di frasi. Che cosa raccontano le parole, le frasi e le linee? Ci dicono del mondo materiale e delle idee immateriali. parlano delle cose e degli oggetti; soprattutto degli oggetti, quelle cose solide che ti vengono gettate davanti (dal latino ob-jectum) e che ti impicciano e che ti ingombrano e con le quali devi fare i conti.

 

Valerio Dehò, Insegna Estetica presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. E’ stato Direttore del progetto “Novecento” per il Comune di Reggio Emilia. Dal 2001 è direttore artistico di Kunst Merano Arte. Ha curato numerosi eventi espositivi e premi d’arte, scritto saggi per libri, riviste e cataloghi; è consulente di case editrici e direttore artistico della fiera “Step Milano”.

Maura Pozzati  è giornalista, critica d’arte e docente di Storia e metodologia della critica d’arte  all’Accademia di Brera. Ha pubblicato vari libri e saggi e curato mostre in spazi pubblici e privati in Italia e all’estero. E’ stata assessore alla Cultura della Provincia di Bologna ed è consigliere della Fondazione Del Monte di Bologna e Ravenna.

 

Si ringrazia  Elisa Palermo della casa editrice  Corraini.

see more on Behance

https://www.behance.net/Marinagasparini

Thank you for the post

A HANGING GARDEN

Marco Pierini

Dall’arte / della lana e della seta/ Italia / ebbe ricchezza lustro /civiltà

From the art / of wool and silk/ Italy / gained wealth, lustre /and civilisation

The words of the epigraph are painted on a panel above one of the entrances to the room in the Museo Civico in Modena which, in 1886, Luigi Alberto Gandini had prepared and decorated in order to house his huge collection of textile fragments, which over the years he had compiled and then donated to the public. The same reminder worded by the enlightened collector, with his moderate yet sincere Risorgimento rhetoric, may be taken – patriotic fer- vour aside – as a viaticum for an interpretation of Marina Gasparini’s inter- vention, the title of which Il denaro è un bene comune (Money is a common good, of which each letter making up the sentence is embroidered, finding its own space – or almost camouflaging – amidst the ancient fabrics), made explicit right from the start through the close link between textile art and economics which would undoubtedly have met with the approval of Count Gandini. Such a domestic vision of the economy, claiming back its roots from the Greek oikos (home, but also family heritage) and restating its innate connection with work, manual labour, the transformation of materials, of matter and territory.

..

Economics being essentially a system of relationships, interdependence, mutual exchange, conditions and actions that the thread has always symbo- lically summed up, as explained elsewhere in this publication by Francesca Rigotti.

The artist’s ethereal garden does not only reflect the scientific classification of the plants and their use in the field of craft and industry, but also im- mediately evokes the dominant presence of the vegetable kingdom in the iconography of textile art throughout the world and throughout the ages. A form of nature which, being humanised, ultimately cannot deny its be- coming landscape, a key element of our everyday lives, and a backdrop to many of the scenes on which we cast our gaze. This aspect is addressed more clearly by the great fabric book which completes the installation, the pages of which feature images along with quotes from renowned economists like Bernardo Davanzati and Stuart Mill. By way of example, we might pick out one by François Quesnay which is still highly relevant even though it dates back to 1768, and which today we should have the strength and intelligence to extend from the world of nature to that of art and our cultural heritage: The air we breathe, the water we draw from the river and all the other overa- bundant goods or riches common to all men are not saleable: hence they are common goods and not riches.

 

 

Il denaro è un bene comune

Marina Gasparini- Il Denaro è un Bene ComuneMarina Gasparini- Il Denaro è un Bene ComuneMarina Gasparini- Il Denaro è un Bene Comune

Atlas X  2014. Installazione al Museo Civico di Modena Sala Gandin. 46 elementi di filo di cotone dimensioni variabili.Foto Rolando Paolo Guerzoni

Atlas X 2014.
Installazione al Museo Civico di Modena Sala Gandini. 46 elementi di filo di cotone dimensioni variabili .Foto Rolando Paolo Guerzoni

 

Marina Gasparini- Il Denaro è un Bene Comune Marina Gasparini- Il Denaro è un Bene Comune

Installazione alla Sala Gandini dei Musei Civici di Modena. 46 elementi  +25 all'nterno delle vetrine. Foto Rolando PGuerzoni

Installazione alla Sala Gandini dei Musei Civici di Modena. 46 elementi +25 all’interno delle vetrine.  Foto Rolando P. Guerzoni

Marina Gasparini- Il Denaro è un Bene Comune Marina Gasparini- Il Denaro è un Bene Comune DenaroBeneComune_141-sideAncora una volta, dopo Intrecci d’arte al museo nel 2001 e La realtà non è forte di Sabrina Mezzaqui nel 2010, la Sala Gandini del Museo Civico d’Arte di Modena ospita un’installazione che dialoga con la collezione di frammenti tessili donata nel 1884 dal conte Luigi Alberto Gandini e composta da migliaia di campioni tra tessuti, merletti, ricami e galloni. E in questo caso il dialogo è davvero serrato perché al centro della riflessione di Marina Gasparini vi è il tema del rapporto tra arte tessile ed economia, evidenziato dall’epigrafe dipinta al di sopra di una delle porte della sala per volontà dello stesso collezionista e donatore, Dall’arte della lana e della seta l’Italia ebbe ricchezza lustro e civiltà. Un’affermazione, questa, che condensa in sé il significato stesso della collezione, formata a supporto degli studi di storia del costume che tanto interessarono Gandini,  ma anche come immenso repertorio di modelli per l’industria tessile che nell’Italia post-unitaria si intendeva rilanciare su base industriale. Rispetto al testo dell’epigrafe fungono ora da cassa di risonanza, all’interno delle grandi vetrine ottocentesche progettate dal collezionista, le frasi realizzate dall’artista con il filo, elemento primario dell’arte tessile ma anche metafora dell’attività creativa dell’uomo che si esplica nel riflettere e nel filosofare, come evidenzia Francesca Rigotti nella sua lettura filosofica del lavoro dell’artista…

 

Once again, after Intrecci d’arte al museo in 2001 and La realtà non è forte by Sabrina Mezzaqui in 2010, the Sala Gandini at the Museo Civico d’Arte in Modena hosts another textile installation which dialogues whith the collection of textile fragments, donated in 1884 by Count Luigi Alberto Gandini and made up of thousands of samples, including fabrics, lace, embroidery and trimmings. And in this case, the dialogue really is face-to-face, for at the centre of the reflection offered by Marina Gasparini there lies the relationship between textile art and economics, as highlighted by the epigraph painted above one of the entrances to the room, as desired by the collector and donator himself, reading Dall’arte della lana e della seta l’Italia ebbe ric- chezza lustro e civiltà (From the art of wool and silk, Italy gained wealth, lustre and civilisation). This is a statement that sums up the very sense of the col- lection, put together to back up the studies into the history of customs which Gandini was so interested in, but also as an immense repertoire of models for the textile industry which in post-unification Italy we trying to re-launch on an industrial footing. Inside the great 19th-century vitrines, designed by the collector himself, the words of the epigraph are echoed by the sentences spelled out by the artist using thread, the primary building block of textile art, but also a metaphor of the creative activities of man, expressed through reflecting and philosophising,  as Francesca Rigotti underlines in her philo- sophical reading of the artist’s work.

 

Francesca Piccinini

 

Ci sono storie che vedono protagonisti l’inizio, l’architettura, il filo: c’è una storia in particolare, la storia del labirinto, dove il primo architetto fa edificare un famoso palazzo che presenta un problema, la cui soluzione generale, collettiva, sociale sarà offerta da un filo. Filo = mítos o spérma dunque, in greco antico. Mítos come filo, dove mythos invece è la parola. Il filo della vita. Il filo dei pensieri e il filo della storia. Il filo della memoria e il filo del ragionamento. Trovare il filo, seguire il filo, perdere il filo. Fare il filo alle ragazze. La nostra vita è appesa a un filo. Il filo di lino è la linea, già lo sappiamo, e la linea è la traccia della scrittura («on-line») e dall’intreccio di linee nascono la tela («web») e la rete «net»……In principio c’era allora la textura ma anche la tectura, la tectura prima, l’ar- chi-tectura. Tekton è l’artefice (si pensi a techne),  è l’artigiano, è chi fa, fabbrica e produce, chi traccia il disegno dell’edificio, che ne ha la prima  intuizione dunque, e poi presiede alla sua costruzione. 

 There are stories that feature the beginning as the protagonist, like architecture, and like thread: there’s one story in particular, the story of a labyrinth, in which the first architect has a famous building built which presents a problem, to which the general, collective, social solution will be provided by a thread. Hence, thread = mítos or spérma, in Ancient Greek. Mítos like thread, while mythos instead is the word. The thread of life. The thread of thoughts and the thread of history. The thread of memory and the thread of reasoning. Finding the thread, following the thread, losing the thread. The thread of a screw or a bolt. Our lives hanging by a thread. The thread of linen is the line, as mentioned before, and the line is the trace of writing (like an online discussion) and the intertwining of lines gives rise to a web and net.

Francesca Rigotti

 

…L’etereo giardino dell’artista non riverbera soltanto la classificazione scientifica delle piante e il loro utilizzo in campo artigianale e industriale, ma evoca immediatamente anche la presenza dominante del regno vegetale nell’iconografia dell’arte tessile a ogni latitudine e in ogni tempo. Natura che, in quanto antropizzata, non può sottrarsi infine dal divenire paesaggio, elemento costitutivo della nostra vita quotidiana prima ancora che schermo su cui posare lo sguardo…

The artist’s ethereal garden does not only reflect the scientific classification of the plants and their use in the field of craft and industry, but also im- mediately evokes the dominant presence of the vegetable kingdom in the iconography of textile art throughout the world and throughout the ages. A form of nature which, being humanised, ultimately cannot deny its be- coming landscape, a key element of our everyday lives, and a backdrop to many of the scenes on which we cast our gaze.

 

Marco Pierini

 

27 novembre 2013 / 26 gennaio 2014

Spazio Oberdan

Viale Vittorio Veneto 2, Milano

orari: 10-19.30 (martedì e giovedì fino alle 22), lunedì chiuso inaugurazione martedi 26 novembre, ore 18 (vernice stampa ore 12.00) catalogo: Edizioni Esseblu   comunicato stampa, Milano 16 ottobre 2013   Il 26 novembre si inaugura allo Spazio Oberdan della Provincia di Milano una grande collettiva che conduce a esplorare il “cammino” del pane: un racconto fatto di segni, forme e materiali; una serie eterogenea di opere che assimila la storia del pane alle radici dell’uomo in un percorso che parte, fin dalla notte dei tempi, dalla Terra. La mostra rientra nell’ambito del progetto pluriennale “Non di solo pane”. Quella che gli antichi greci chiamavano “Gea, dea della terra, madre di tutto” è una allegoria condivisa della mitologia mondiale. Assimilata alla madre, la Terra è simbolo di fecondità e di rigenerazione. Nella società agricola dei primordi, quando germoglia evoca l’immagine della donna che concepisce la vita e partorisce: uno dei misteri più affascinanti dell’esistenza. E di questo rapporto ancestrale parlano numerose opere in mostra. Dalla pagnotta “preistorica” di Lelo Cremonesi, con le tipiche figure rupestri che abbiamo classificato come le prime espressioni “d’arte” dell’uomo, alla forma di terracotta, morbida e sensuale, che evoca colline o seni di madri nutrici nell’opera di Pasquale Ninì Santoro. E il grano e la farina offerti da una sorta di cordone ombelicale secondo la visione che Silvia Cibaldi ci propone con la sua installazione, o il riferimento al ciclo vitale nei lavori di Mario Raciti e di Mariangela De Maria e ai riti eleusini nelle elaborazioni di Carla Cacianti.   Generazioni di artisti a confronto e una incredibile molteplicità di linguaggio: la mostra invita a riflettere non solo sulla pluralità degli argomenti, ma anche sulla ricchezza che il contemporaneo offre nei modi della narrazione. A ognuno di noi scegliere il più congeniale. Il percorso porta poi l’attenzione dello spettatore a una memoria perduta, come nel lavoro di Valerio Gaeti, che con legno, cenere, spine, rimanda ai culti praticati per la conservazione degli alimenti tramite la cenere. Dal nomadismo, agli insediamenti stanziali e alla emigrazione in cerca di cibo. L’insediamento stanziale offre nuove possibilità di lettura. Il pasto consumato collettivamente si arricchisce di nuovi rituali: la tavola diventa il luogo dove esprimere cultura o mettere in mostra il proprio status sociale. Non è, infatti, la tavola funzionale alla necessità di cibarsi, ma alla dimensione tutta culturale del rituale del cibo. Spartire la mensa, accogliere alla propria tavola esprime la volontà d’intima condivisione, di partecipazione, una simbologia ben presente nella liturgia cristiana e che il lavoro di Elke Pollak, una tavola senza commensali, sottolinea per sottrazione.   Ogni oggetto usato per apparecchiare ha una sua storia e un ruolo nell’architettura della tavola. Presso i romani del II secolo a.C. l’uso della tovaglia, allora uno spesso tappeto, era un sinonimo di civiltà. Sulla tavola c’erano oggetti semplici, essenziali: il ceto contadino posava il cibo su piatti fatti di pasta indurita o cotta, simili a gallette, chiamati “mensae”. Nel tempo, il significato sociale del pranzo, con uso di fini porcellane e oggetti in metallo, prezioso diventa luogo di ostentazione. Marina Gasparini ci offre un altro punto di vista: la sua tavola, completamente realizzata in organza di seta, è un pretesto per mettere in mostra suggestioni biografiche e attraverso l’uso di un materiale leggero e delicato per dare consistenza alle sue ossessioni.   Differente il lavoro di Lucia Pescador che pone l’attenzione sull’atelier del fornaio, sul pane e la sua penuria che periodicamente affligge l’umanità. O come quello sull’attaccamento alle proprie radici di Gabriella Benedini che con l’opera “Il canto del pane” ci introduce nel drammatico destino del poeta armeno Daniel Varujan. Altri artisti ancora, Pino Lia, Simonetta Chierici, Monika Wolf si interrogano sul problema dell’emigrazione in cerca del cibo. Fino ad arrivare al luogo paradigmatico dei tempi in cui viviamo. La discarica, simbolo di spreco, di consumismo superficiale e disattento, metafora della disgregazione. E proprio “Discarica” è il titolo dell’opera di Iuccia Discalzi Lombardo, un imponente ammasso di materiali differenti e disordinati, materiali di scarto trasformati e rivisitati, per poi diventare soggetto di una chiara e allusiva metafora.   Molte ancora le proposte da esplorare, dai semi di Narciso Bresciani ai pani di terra di Armanda Verdirame. In mostra sono proposti anche due video, molto differenti tra loro: “Pane e risvegli” di Nicola Bettale e “A sud di nessun nord” di Gaetano Fracassio.   Le premesse e le riflessioni espresse vogliono solo essere un invito a vivere di persona le suggestioni che le opere in mostra possono evocare in ognuno, in un percorso artistico dove il pane diviene soggetto, discussione e meditazione, generatore di temi e pensieri. Lasciarsi andare, farsi trasportare in un viaggio estetico e intellettuale, accogliere le domande che affiorano, i dubbi e le perplessità; lo scopo dell’arte è proprio questo; stimolare un pensiero critico, attraverso forme inusuali, più o meno esplicite di bellezza. Durante la mostra, nel gennaio 2014, sono previsti due eventi collaterali presso la Sala Merini dello Spazio Oberdan: la proiezione del film del regista Beppe Arena “Il fuoco che non muore mai” sulla vita di Tina Modotti e la performance musicale del Maestro Christopher Pisk, che esegue al pianoforte “Panis Noster”, poema sinfonico composto appositamente per il progetto “Non di solo pane”.

INTERVISTA a MARINA GASPARINI

BLOG SBLU e RASSEGNA STAMPA

TG3 LOMBARDIA 02/12/2013

 

Il Segno della Croce

 IL SEGNO DELLA CROCE_Invito_WEB-1_Pagina_2marinagasparini

Nel mio lavoro utilizzo prevalentemente materiali tessili e per questa mostra ho pensato a un oggetto realizzato con l’uncinetto. La croce ricorre nelle geometrie dei tappeti orientali, nel ricamo, e persino nella foggia dell’Araneus diadematus, detto anche ragno tessitore o ragno portacroce. La croce e la tessitura sono in stretta relazione anche sotto il profilo semiologico, perché quando pensiamo alla trama e all’ordito di un tessuto, non solo ci rappresentiamo il movimento continuo del telaio che segue le linee verticali e orizzontali, ma secondo Renè Guènon si tratta di una simbologia della vita, intesa come espansione e contrazione. Tra queste due tensioni, la natura, così come la nostra psiche, alternano i loro stati .

Le linee verticale e orizzontale sintetizzano anche la posizione del corpo umano vivo e morto, perciò il figlio di Dio che risorge, vince la morte proprio  sulla croce.

La croce appartiene alla storia della civiltà occidentale come la memoria di una grande ingiustizia ed ecco perché la mia croce è stata teatralmente dipinta di un intenso colore magenta; non è un discorso sulla iconologia del segno e su come lo può vedere un’artista oggi, ma  sulla follia insita nell’amore e nella sua sacralizzazione.

Marina Gasparini

il segno della croce, Galleria Mies, Festival Filosofia 2013

Midwest-Studios-Summer-2013.jpg

Midwest Studios Summer 2013

Photo by Dawn Gettler

 

 

Create a textile self-portrait with Studios Midwest artist Marina Gasparini. This workshop is in two days. Day one will take place June 29th from 11am – 1pm and June 30th from 1pm – 3pm. The workshop is free and open to the public. All details are below.

Ms. Gasparini is one of three artists participating in the 2013 Studios Midwest residency. She will be working on her art in Galesburg through mid-July. During her residency, she will be creating a textile portrait of the city and her artistic portrait of Galesburg needs the help from its inhabitants.
The Galesburg Civic Art Center will host a workshop, taught by Ms. Gasparini, so that Galesburg residents can be represented in the final installation. There will be two workshops offered – both will split the workshop sessions over two days. During the first session of the workshop, participants will be asked to create a textile self-portrait or word that answers a question posed by Ms. Gasparini. The second day of the workshop is required to complete the textile process. The first workshop sessions will take place on Saturday, June 29th at 11am and Sunday, June 30th at 1pm. The second workshop sessions will take place on Monday, July 1st at 6pm and Tuesday, July 2nd at 6pm. All workshop sessions will take place in the Blick Gallery at the Galesburg Civic Art Center. These workshops are free and open to the public. Pre-registration is not necessary, but would be appreciated. The final installation will be available for viewing on Tuesday, July 9th from 6-8pm in suite 102 at the Bondi Building located at 311 East Main St. in downtown Galesburg.

Studios Midwest is a summer residency program conducted by the Galesburg Civic Art Center. The program brings artists to Galesburg, IL to engage and impact the community through collaborative art. The program assists each artist in creating an environment ripe for the emerging trend of art and social practice. Distinct from modern art of the 20th century, social practice builds on a variety of contemporary art movements while incorporation elements of sociology, anthropology,environmentalism, and community outreach. In simple terms, the artist(s) will interact with the local population to create a lasting work of art in the community.

The Studios Midwest Residency Program is sponsored by Blick Art Materials and Bondi Building Corporation. For more information about Studios Midwest OR to reserve a space in one of the workshops, please contact the Galesburg Civic Art Center at 309-342-7415 or by e.mail at info@galesburgarts.org. The Galesburg Civic Art Center is located at 114 E. Main St. in Galesburg, IL. Web site: http://www.galesburgarts.org.

BLOG 

Tribute-to-Ed-Fella,-2013.jpg

Biography

 

Marina Gasparini

Marina Gasparini è nata a Gabicce Mare (Pesaro Urbino). Dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti di Ravenna, ha iniziato la sua attività artistica negli anni ’80 a Bologna.Il suo lavoro si concentra sui luoghi dell’abitare e sul linguaggio come pratica di invenzione e di riformulazione della vita quotidiana. A partire da metà degli anni ’90 ha adottato l’uso della tecnologia nel suo percorso artistico e dal 2000, ha preso parte a progetti on –line e rassegne di net-art: Dal 2001, l’uso di materiali tessili è un elemento costante in tutta la sua produzione e nella realizzazione di alcuni workhops: Atlante di classe, presso l’Archivio del Libro d’Artista per Bambini alla Biblioteca Comunale di Merano, 2008, Mappe cucite, a Festivaletteratura Mantova 2009, Mapping Salamanca all’Universidad de Salamanca (2010) Archiscapes Oulun Taidemuseo Oulu, (Finland) 20012, String potrait of Galesburg, presso Midwest Studios, Galesburg, Illinois. Dal 1996 ha insegnato presso le Accademie di Belle Arti di Ravenna, Venezia e Bologna.

Marina Gasparini was born in Gabicce Mare (Pesaro, Urbino), Italy. After graduation at the Academy of Fine Arts in Ravenna, she started her artistic activity in Bologna in the ’80s. Her work focuses on places for living and on language as a practice of invention of everyday life. She has exhibited her works in collective and personal exhibitions. Since 2000, she has taken part in online projects and exhibitions of net-art such as Cinque sensi exponline Art 2000, by Edoardo di Mauro, Polilab2000, by Gabriele Perretta, Cafe9 by Pierluigi Capucci, Y2KFresco, by P. Capucci.; Officina bit, curated by di Umberto Cavenago, Association Viafarini, Milano 2000. Since 2001, the employment of textiles has been constant. in her works,  She lives in Bologna. She has taught at the Academy of Fine Arts in Venice and more recently in Bologna.. She has created textile workshops, including : Atlante di classe (2008), Children’s Book Archive, Library Public, Merano. Mappe cucite (2009) Literature Festival, Mantova, 2009; Mapping Salamanca (2010), Universidad de Salamanca; Archiscapes (2012),Oulun Taidemuseo, Oulu (Finland); String potrait of Galesburg, (2013) Civic Art Center, Galesburg, Illinois. Alfabetlante, University of Lisbon (2015), and Mimar Sinan University, Istanbul (2013). She lives in Bologna. She has taught at the Academy of Fine Arts in Venice and more recently in Bologna.

Personal exhibitions

2014 Il denaro è un bene comune (Money is a common good)  Modena Civic Museum.

2013 Residency Open Studio. Midwest Studios, Bondi Building, by Art Civic Center Galesburg (Illinois)

2012 Open studio in KulttuuriKauppila Residence, Ii, Oulu (Finland)

2011/12 Elegia, Galleria Maria Cilena, Milan (I)

2011 Spaesaggio, Galleria D406, Modena (Italy).

2009 Walking words, Galleria Corraini, Mantua (Italy).

2005 La muta, Vanna Galleria Casati, Bergamo (Italy).

2004 Quaderno rosa Galleria 42, Modena (Italy) by Maura Pozzati.

2003 Librobianco, Il Fiorile, Bologna, by Valerio Dehò.

2002 Dramma Romanzo, curated by D’Orazio, ExpoArt, Villa Serena, Bologna.

2000 Protagoniste, Galleria il Fiorile, Bologna, by Edoardo di Mauro.

1998 DiS\up, Zoo gallery of contemporary arts, Bologna, by Silvia Grandi.

1996 Je te salue mèmoire, Studio Cristofori Gallery, Bologna.

1994 Windows, Italian-French Cultural Association, Bologna, by Danielle Londei.

1993, Il grimaldello dello stile, curated by Dario Trento, Teatri di vita, Bologna

1990 Marchi registrati curated by Dario Trento, Il Cassero, cultural association, Bologna.

 

Collective exhibitions

2016

15th International Triennial of Tapestry, Łódź 2016Central Museum of Textiles, in Łódź, Poland.

Biennale del Disegno di Rimini 2016 Cantiere Disegno. Museo della Città di Rimini, curated by Massimo Pulini.

Biennale del Disegno di Rimini 2016 Profili del Mondo. FAR, Fabbrica delle Arti, Rimini, curated by Massimo Pulini, Marinella Paderni, Alessandra Bigi Iotti, Massimo Pulini, Giulio Zavatta.

Triennale Design Museum 9, W. Women in italian Design. Palazzo della Triennale, Milano (I).

Teatro dei Prodigi, Marina Gasparini, Silvia Urbini, Serena Piccinini. Museodi Palazzo Poggi, Bologna.

 

 

2015

Bocconi amari curated by Francesca Baboni, Stefano  Taddei, Gianfranco Ferlisi. MAM Museo dell’Alto Mantovano, Gazoldo deggli Ippoliti, Mantua

Disseminazioni curated By Gino Giannuizzi Anteo Redovan Casabianca association, Bologna;  Hestia La dimora, 5 Artiste e una divinià. Spazio Abc Gallery, Bologna; Bocconi Amari , MAM Museo dell’Alto Mantovano, Gazoldo degli Ippoliti, Mantua.

2014 Il Mucchio selvaggio, Set Up Fair in Bologna; Il Mucchio selvaggio 2, D406 Gallery in Modena; Da una crepa, Locus Solus association, Repubblica di San Marino .

2013 Non di solo pane, Spazio Oberdan, Milan ; Il segno della Croce, Mies Gallery, Modena; Tecnomedioevo, curated by M. Pecchioli. Regional Museum of Science, Turin, Italy; Taiteen Maat, Studio Vanna Casati Gallery, Bergamo, Italy; Arte Fiera, International Art Fair in Bologna, with Corraini Gallery .

2012 Siamo tutti Greci  Benakis Museum, Athens, Greece; Contextile-Trienal de Arte Têxtil Contemporânea, Casa da Memória, Guimarães, Portugal; Le visioni barbariche, ex Macello, Russi (RA) curated by Bruno Bandini Beatrice Buscaroli.

2011 Art Fair of Bologna ; Casa Novella Guerra, Art association, Imola (I).

2010 Art Fair of Bologna, with Galleria Corraini; Di filo in filo, a curated by Matteo Galbiati; Studio Tufano 25, Milan; C’è una certa inclinazione della luce curated by Elisa Biagini, Casa Guidi, Florence; Piatti, piattini, oggetti comuni fuori dal comune, Corraini Gallery, Mantua; Please me fashion, by Isabella Falbo, Palazzo Ducale, Sabbioneta, (MN).

2010: Global Art Perspectives: Art 2010 annual Preview Exhibition, Broadway Gallery, NYC, curated by NY Arts Magazine.

2009 Art Fair of Bologna, with Corraini Gallery ; Works On Paper, The Ny Arts Venice Pavilion. Venice

2008 Art Fair of Bologna, with  Galleria Corraini; Miniartextil, Filare il tempo, Salon de l’Hotel de la Ville, Montrouge (Paris ); Panorama, Corraini Gallery, Mantua; Miniartextil, Filare il tempo, Goceano Civic Center of Arts, Nule; Punti di vista, S-blu Spaziolbello Art Association, 2008 Milan; Fil rouge, the sewing and the embroidery in the contemporary art, Cultural Association StArt, Ferrara, and Fortress Museum of Cento (I).

2007 Miart Art fair in Milan, with  Galleria Vanna Casati; Prize of poetry Antonio Delfini illustrations in Serie del ritorno poem by Stefano Massari, edited by Mazzoli Gallery ,curated by Emilio Mazzoli, Nanni Balestrini, Achille Bonito Oliva.

2006 Macho Free ZoneSafe and the City, Art Festival, VAG 61, Bologna (Italy); Bau bau, curated by Marco Mango, Gallery42, Modena (I).

2007 Filare il tempo, curated by Luciano Caramel, S. Francesco Church, Como.(I)

2005 Miart Art fair in Milan, with Galleria Vanna Casati.

2004 Celebration, 291 Gallery, London, by Louis Benassi; Benvenuto in mia casa, by Valentina Costa, Vanna Casati Gallery, Bergamo (I); Miart, Art Fair, with Vanna Casati Gallery, Milan (I); Candidato disegnato, by M. Mango, Galleria 42, Modena (I); Intrecciano, Foro Boario, Modena, (I).

Secret garden, curated by Edoardo di Mauro, Giardino del Baraccano, Bologna.

2003 Calendar, Studio Tommaseo Gallery, Trieste.

2002 Selected, Expo Art Villa Serena Art Association, Bologna.

2001 Exit, Neon Gallery, Bologna.

1999/2000 Arte in apnea multimediale, Salara Art Center, Bologna by Dario Trento.

1998 Bellaria- A.R.T.E., permanent installation of art works in Bellaria Hospital in Bologna;

Trash!, campo delle fragole, Bologna.

1997 Under-over, Art in the subway, by Fabiola Naldi, Bologna (I).

1996 Art Fair Bologna 1996,  with Galleria Cristofori, Bologna.

1995 La luna, la stella, la croce, Palazzo Fizzarotti, Bari, by Rosalba Branà.

1994 360 E-Venti Roma New-York, Gallery Pino Molica, Rome and New York, by Paolo Balmas.

1991 Emilia. Doc,  Italian –French Cultural Association, Bologna.

1990 Via col vento, Palazzo Re Enzo, Bologna, by M. Luisa Frisa and D. Trento.

1989 Ohsesso, Cassero di Porta Saragozza, Bologna, by Dario Trento.

Mosaico, Franco Antonicelli Cultural Association, Turin.

Presénce de douze artistes italiens, Conseil départemental de la culture, Bordeaux.

1988 Tendencias, S. Teresa dei Maschi Curch, Bari.

1987 Indagine87, Palazzo Re Enzo, Bologna.

1986 Mosaico. Artist’ books, Martano Gallery, Turin

Biennale del Mediterraneo, Salonicco (Greece), Gallery of Modern Art.

1985 Biennale Giovani, Museum of Modern Art, Bologna, by C. Cerritelli.

1984 Biennale Giovani, Palazzo delle Esposizioni, Faenza, by C. Cerritelli.

1984 Museo e Territorio, Modern Art  Museum, Rimini (I).

 

bibliography:

2014 Words, object, threads: a pilosophical reading of Marina Gasparini’s artwork, Francesca Rigotti in Il denaro è un bene comune, catalogue of exhibition.

2014 A Hanging Garden Marco Pierini, catalogue of the exhibition Il denaro è un bene comune.

2013 La rivoluzione bianca di Marina Gasparini, Dario Trento; Librobianco Valerio Dehò, Benvenuto in mia casa, Valentina Costa, Dramma Romanzo Antonio Dorazio, in Marina Gasparini Ed. Galleria Mazzoli, Modena.

2012 Noi pittrici non siamo come le altre, Beatrice Buscaroli, in Le visioni barbariche, catalogue.

2012 Contextile catalogo della mostra ed Guimaraes .

2012 Terna Prize 04, catalogue, Silvana Editrice.

2011 Spaesaggio catalogue of the exhibition, with a poem by di Elisa Biagini, D406, Modena (I).

2010 Elisa Biagini, Emilily Dickinson ho sentito la vita con entrambe le mani, catalogue, Firenze Casa Guidi

2010  Marcello Pecchioli, Please me Fashion, catalogue of the exhibition, Sabbioneta (I).

2009 Terna Prize 02, Silvana publisher, Rome

2009, Cento autori, Festivaletteratura handbook , Mantua, 2009.

2007, Luciano Caramel, Filare il tempo, (catalog of the exhibition, Arte & Arte Edition, Como

2007 Premio Delfini 2007. Fondazione cassa di Risparmio di Modena, numbered edition

2006, Marco Mango, Bau Bau catalog of the exhibition, Artestampa Edition, Modena.

2006 Marina Gasparini, Elisa Biagini, NeL, Pulcino Elefante editions, Osnago, Milan (I)

2004 M.Pozzati, Quaderno rosa catalogue of the show, Modena 2004.

2004, M.Pozzati, Intrecciando lo spazio in Intrecciano catalogue of the exhibition, Artestampa publisher, Modena (I).

2004 M.Mango, Candidato disegnato, catalog of the show, Artestampa publisher, Modena (I).

2000 Exit, exhibition in memory of Roberto Vitali, Bologna.

1999, Dario Trento, Arte in apnea multimediale catogue of the exhibition, La Salara, Bologna.

2003/04 Cladestino Arte, art magazine by Marina Mojana, Davide Rondoni.

1998, D. Trento, Di qua e di là dalla soglia. Last 40 years of iconic painting, catalogue of the show, Electa, Milan.

1995, R. Branà, La luna, la croce, la stella, catalogue of the exhibition, Palazzo Fizzarotti, Bari

1994 Claudio Marra, Windows, catalogue of the exhibition, Italian-French Cultural Association

1993 D. Trento Il grimaldello dello stile, catalogue of the exhibition, Teatri di vita, Bologna

1991 D. Trento, 1974-91\ Emilia.doc, catalogue of the exhibition, Ravenna, Essegi

 

 

MARINA GASPARINI

 

Via San Mamolo, 120

40136 Bologna (Italia)

Email:  marigasp04@gmail.com

 

 

 

www.youtube.com/watch?v=WOMI1IikNWs

http://www.premioterna.it/pt02/it/pt02catalogo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 
Taiteen-Maat.jpg

Taiteen Maat

 

Marina Gasparini, Mia Hamari, Helena Junttila, Helena Kaikkonen, Liisa Karintaus, Kaija Kiuru, Marta Nerhus.

                                  

Studio Vanna Casati 

 

http://www.theblank.it/ 

 

 

Six artists from the farthest  North of Finland on the borders with Lapponia and  Italian  Marina Gasparini, already guest of  a gallery of contemporary  art at Oulu, are the protagonists of the exhibition  in Vanna Casati‘s showroom of Bergamo.

As a whole  all the works on display  witness a world dominated by the impressive  presence of nature , considering the enchantment of magic  creatures –  either  lone wolves or bears – and  the  materials in use like tangly twigs and herbs in refined texture , which is the result of a deeply  rooted tradition in the northern world.

This artistic inspiration based on natural elements still survive almost uncorrupted owing to  the extreme  environment conditions and to  the cultural attachment to one’s roots.

The interwoven  texture of Katia Kiuru, with  her  intervention  on birch trunks; Mia Hamari’s small animal sculptures in metamorphosis ; the elegant  oniric  ink graphics with wolves and bears by  Helena Juntilla ;  the still monochrome  views of Liisa Karintaus; Marta Nerhus’  human shapes (“Portraits”) made in soft metal tangle and her fragile installations made of flax thread tightly bound with roots and twigs showing the artist’s great sensibility for nature: all these works compose the rich and various  artistic setting of the actual exhibition.

As to Marina Gasparini,  her  complex work is more ideologically involved, tied as it is to the social  themes of Indian  ecologist  Vandana  Shiva  : with levity  and  liveliness she draws writings about these subjects  with the use of bright and   colourful  threads mixing  letters and signs in an apparent chaos.

[trad. M. C. T.]

 

 Sei donne artiste provenienti dall’estremo nord della FINLANDIA , ai confini con la Lapponia  ed una italiana Marina Gasparini,lì approdata per una residenza residenza al centro  Kulturikauppila ed un workshop alla galleria d’arte contemporanea di Oulu,sono le protagoniste della mostra allestita nello spazio Vanna Casati di Bergamo. L’insieme delle opere ci testimonia di un mondo in cui domina la imponente presenza della natura, sia negli esseri magici che vi si affacciano quali lupi solitari,orsi sia nei materiali utilizzati quali intrecci di rami,erbe , in raffinate textures frutto di una tradizione molto radicata nel mondo nordico. Uno spaccato artistico le cui dinamiche di base sono rimaste pressoché integre e per condizioni ambientali estreme e per una scelta di adesione culturale alle proprie radici. I grovigli di Kaija Kiuru con i suoi interventi sui tronchi delle foreste di betulle,le piccole sculture in legno di animali in una catena di metamorfosi di Mia Hamari, le eleganti e metafisiche chine popolate di orsi e lupi in un immaginario onirico su cui si affaccia la figura femminile di Helena Junttila, gli immobili e lontani paesaggi ad acquarello monocromo di Liisa Karintaus , le sagome umane ricostruite in una morbido reticolo metallico,” Ritratti”, come lei li definisce, di Marta Nerhus ed infine le fragili istallazioni in filo di lino  strettamente intessuto a radici e rami a ricreare una natura di grande sensiblità costituiscono la variegata scena in cui si orchestra la mostra. L’intervento di Marina Gasparini,più complesso ideologicamente in quanto legato alle tematiche ambientaliste e sociali della ecologista indiana Vandana  Shiva ,riporta con leggerezza e vivacità  scritte legate a tali temi  in un dipanarsi di fili distoffa dai colori decisi,mescolando in un apparente caos  di difficile decifrazione lettere e segni .   Vanna Casati

www.vannacasati.it

 

 

 

 

 

 

Siamo-tutti-greci.jpg

Siamo tutti greci

Siamo-tutti-greci.jpg

SIAMO TUTTI GRECI: 112 artisti italiani al Museo Benaki

 

La frase Siamo tutti greci si è sentita quasi un anno fa in varie lingue per tutta l’Europa.

Non è casuale il fatto che nella nostra vicina Italia lo slogan Siamo tutti greci ha risuonato più forte e convincente; come un appello simbolico alle radici culturali degli europei e del mondo occidentale in genere.

Non ci dobbiamo scordare che la Grecia e l’Italia sono i due paesi mediterranei che hanno determinato la struttura essenziale dell’Europa –filosofica, politica, artistica –e sono indissolubilmente legate alla memoria storica degli abitanti di tutto il continente.

Il movimento cittadino Siamo tutti greci è nato come dimostrazione di solidarietà ai greci di oggi e come protesta contro l’atteggiamento ufficiale dei potenti dell’Europa verso la Grecia.

La gente si è accorta che, da anni ormai, le economie potenti con la loro politica superficiale hanno creato le condizioni per una crisi finanziaria che tra l’altro conduce i popoli del Mediterraneo alla subordinazione.

Le manifestazioni dei cittadini hanno attivato anche il mondo dell’arte.

Vari artisti hanno trovato un modo per dimostrare la loro sensibilità e prendere posizione di fronte al problema.

La comunità italiana delle arti figurative, dopo una proposta dell’artista Renzogallo, della direttrice dell’Arco di Rab Project –  associazione culturale Dea Bedin e di Alice Rubbini, storica dell’arte, ha adottato con calore l’idea della donazione di una piccola opera d’arte da parte di ogni artista nei confronti della Grecia quale gesto simbolico di solidarietà, assistenza e riconoscimento dei comuni legami storico-culturali.

Dovremmo sottolineare che il numero delle partecipazioni (che hanno superato il centinaio) è stato limitato per motivi organizzativi.La proposta fatta all’Istituto d’Arte Greca Contemporanea di organizzare ad Atene una mostra delle opere d’arte in tal modo donate è stata accettata con tanto entusiasmo e commozione da tutti noi.

Il Museo Benaki si è assunto l’impegno di ospitare la mostra e di integrare le opere nelle sue collezioni.

Fanno parte della mostra artisti maturi e giovani di tutta Italia.

Alcuni di loro hanno scelto una loro opera d’arte già completa, che rispecchia il titolo simbolico Siamo tutti greci, mentre altri hanno preferito creare un’opera nuova, espressione dell’attualità contemporanea.

Speriamo che la comunione con la famiglia artistica italiana sia un’esperienza positiva e ricca per il pubblico greco.

Dobbiamo ringraziare con tutto il cuore gli artisti per la loro offerta generosa e gli organizzatori italiani per il loro appoggio morale e il loro affetto.

 

Giulia Dimakopoulou
Direttrice iset

 

 

Siamo tutti greci! Mai è stato coniato uno slogan più esatto di questo. Una parola d’ordine che, nel momento del pericolo di una possibile uscita dall’Europa della Grecia, è circolato in ogni manifestazione a favore di questo Paese fratello a cui si deve molto di tutta la civiltà occidentale.

Dalla Grecia abbiamo appreso la democrazia, la filosofia, l’arte, la letteratura, il teatro……

Qui sono le nostre origini, qui le basi da cui siamo partiti per fondare le nostre civiltà uscendo dalla barbarie. E è da qui che Roma ha preso quei valori culturali che poi sono stati diffusi in tutto il mondo. Questo patrimonio è nel nostro DNA e non possiamo rinunciarvi.

Noi dobbiamo alla Grecia riconoscenza e questa è una moneta potente, capace di riempire quei vuoti creati dalla nuova barbarie di una finanza vorace e scollegata dalle necessità reali dei popoli, basata sul profitto di pochi a discapito delle nazioni inficiando il loro sviluppo. La cultura è nemica della corruzione e anela a una nuova politica seria basata sulla solidarietà e sulla condivisione di quei valori che portano allo sviluppo culturale e sociale.

L’Arte si assume questo ruolo di critica perché l’Arte è critica, perché l’Arte è politica e, per dirla con Shakespeare, “…se l’arte non è politica è solo decorazione..”

Noi artisti siamo quindi con voi amici greci perché anche noi SIAMO TUTTI GRECI.

 

Renzogallo                                                                                                                  

 

 
SIAMO TUTTI GRECI
 
La forza e la ricchezza dell’Arte e della Cultura possono colmare ogni vuoto
Un atto di solidarietà alla Grecia dagli artisti Italiani.
Il dono di una loro piccola opera come gesto di fratellanza e di sostegno a un Paese con cui si è profondamente legati tramite la storia e la cultura.
Un progetto culturale di Arco di Rab Project con sede in Roma a cura di Dea Bedin, Alice Rubbini e Renzogallo.
Una donazione di opere per costituire un piccolo patrimonio culturale che vuole, simbolicamente, riempire il vuoto creato dalle difficoltà che la Grecia, paese fratello, sta attraversando e che mette l’accento sulla necessità di essere uniti particolarmente in questo momento storico.
Il Museo Benaki ha accettato con gratitudine la donazione degli artisti Italiani e intende, con la collaborazione dell’Istituto d’Arte Greca Contemporanea, organizzare una grande mostra dal 25 Ottobre 2011
Le opere faranno parte della collezione del Museo Benaki